Posts Tagged ‘trekking’

Intervista a Matteo Gracis su Himalayan Experience

21 gennaio 2011
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Il foto-video del viaggio

25 novembre 2010

Bamboo, Hot Springs, Deurali, Dhampus: trekking giorno 8, 9, 10, 11

23 ottobre 2010

Facciamo le ultime foto e salutiamo l’ABC (Annapurna Base Camp).
Scendiamo velocemente per la valle che nei giorni scorsi avevamo salito con fatica.

Abbiamo un programma da rispettare e non possiamo fermarci troppo lungo il percorso. Dopo circa 5-6 ore di cammino raggiungiamo Bamboo, la nostra prima tappa del ritorno. Siamo già scesi di 1.800 metri e ora ci troviamo a 2.300 metri. Ripensiamo ai giorni trascorsi, abbiamo ancora negli occhi le grandi pareti bianche degli 8mila

Il giorno successivo partiamo presto alla volta di Hot Spring, la nostra prossima tappa. Una tappa “forzata” questa, nel senso che si raggiunge in breve tempo e si potrebbe proseguire lasciandosela alle spalle, ma le caratteristiche cascate di acqua calda sono irresistibili, soprattutto durante un trekking!
Qui gli abitanti dei villaggi e i padroni dei lodge hanno costruito alcune vasche dove raccogliere quest’acqua, mettendole a disposizione dei turisti. Per noi è un sogno, una spa nel bel mezzo dell’Himalaya! Ci abbandoniamo per ore al relax totale…

Proseguiamo alla volta di Deurali, dove passeremo l’ultima notte. Attraversiamo nuovi villaggi Gurung e restiamo ancora una volta incantati di fronte agli splendidi paesaggi. La serenità e l’allegria di questi popoli è invidiabile, nonostante l’estrema povertà di molti. Lo stretto contatto con la natura, con gli animali, con le loro tradizioni, gli permette di vivere una vita dignitosa e probabilmente molto più equilibrata della maggior parte di noi, occidentali a cui non manca niente. Questo dovrebbe farci riflettere…

Incontriamo un’anziana portatrice, elegante e sorridente. Trasporta una gerla carica all’inverosimile. Ci saluta affettuosamente, le facciamo una foto e le lasciamo qualcosa, esprimendole la nostra grande ammirazione…

Il decimo e penultimo giorno di trekking però è più duro del previsto: oltre a dover percorrere molti chilometri, alla fine arriva anche la pioggia, che finora ci aveva risparmiato. Possiamo solo immaginare la potenza dei monsoni vedendo la grande quantità di acqua che scende in poche ore…

Acceleriamo il passo e affrontiamo l’ultima salita prima del lodge quasi di corsa: la ricorderemo tutti come la salita peggiore del trekking! Durissima, maledettamente bagnata, ripida, infinita. Arriviamo a Deurali sfiniti e desiderosi solo di una doccia calda… che però non c’è! Qui infatti troviamo il peggior lodge del viaggio, che naturalmente sconsigliamo a tutti. Se possibile è meglio procedere oltre e fermarsi a Pothana, dove i “rifugi” sono molto più accoglienti.

La notte passa in fretta e il giorno seguente in poche ore raggiungiamo Dhampus e Phedi, meta conclusiva del nostro trekking. Il cielo nuvoloso si apre per un attimo e ci concede un ultimo sguardo all’Annapurna Sud, che ora è tanto lontana…

Siamo quasi al termine della nostra avventura ma non ce ne rendiamo ancora conto. Ci vorranno giorni per mettere in ordine pensieri ed emozioni. Siamo contenti e molto soddisfatti di aver portato a termine questa nostra piccola grande spedizione.

Un pulmino dell’agenzia ci riporta a Pokhara, direttamente in aeroporto: avevamo fatto l’andata da Kathmandu in autobus (quelle 8 ore avventurose di cui abbiamo parlato a inizio viaggio). Ora invece torneremo nella capitale nepalese in aereo. Voliamo con la Yeti Airlines, in teoria. In pratica, ci fanno imbarcare su un piccolo bielica della Tara Air…

L’aereo sembra quasi un giocattolo da quanto piccolo è. Contiamo 22 posti, compresi i due piloti e una hostess. All’interno è un po’ tutto sgangherato, con crepe sulle pareti di vetroresina e sedili rotti. La porta dell’aereo non si chiude completamente e resta una sfesa di qualche centimetro. Partiamo col cuore in gola. All’atterraggio faccio un breve video…

http://player.vimeo.com/video/16115677

Alla fine arriviamo sani e salvi a Kathmandu. Nel prossimo post racconteremo della visita alla Rarahil Memorial School e della mostra fotografica che stiamo preparando…
 

Campo base Annapurna: trekking giorno 7

19 ottobre 2010

Ci alziamo presto anticipando le sveglie: la voglia di arrivare “in cima” e’ tanta!
Usciamo dalle camere del lodge che fuori e’ quasi buio ancora, ma questa mattina il cielo e’ limpidissimo e davanti a noi, il sole illumina gia’ l’enorme Annapurna Sud. Cosi grande, cosi luminoso e soprattutto cosi vicino, che ci sembra un miraggio!

Dopo circa 1 ora raggiungiamo i 4.000 metri…

Stiamo tutti benissimo e la vista del campo base in lontananza ci riempie di entusiasmo ed energie. Camminiamo quasi increduli di essere a pochi passi dal “traguardo”.

E in pochissimo tempo, arriviamo a destinazione…

Siamo ai piedi dei colossi himalayani! Di fronte a noi il gruppo dell’Annapurna con i suoi immensi ghiacciai e alle nostre spalle il Machhapuchere…

La notte scorre serena, sentiamo l’altitudine e il freddo ma riusciamo comunque a dormire bene. Alle 5:30 di mattina corro a vedere l’alba: indescrivibile!

Eccola in un breve video…

http://player.vimeo.com/video/15974023

Questo e’ il Santuario dell’Annapurna, questa e’ la meta della nostra spedizione, il posto che abbiamo immaginato e sognato per mesi. E’ difficile descrivere con le parole la soddisfazione provata: ogni viaggio e’ una grande esperienza, ma il trekking ha quel qualcosa in piu’, dato dal fatto di arrivare a destinazione con le proprie forze, camminando, passo dopo passo

Personalmente, ora che sono qui al “cospetto dei giganti bianchi” mi sento pieno e sento il bisogno di un po’ di tempo per metabolizzare le emozioni.

L’Himalaya ci ha travolto!

Campo base Machhapuchere: trekking giorno 6

15 ottobre 2010

Proseguiamo il cammino salendo la valle che si fa sempre piu’ stretta. Oggi e’ forse la giornata piu’ dura del trekking visti i 1.200 metri di dislivello da percorrere. Lo sherpa ci invita a procedere lentamente in modo da acclimatarsi e non sprecare energie.

Lungo il percorso, incontriamo piante e fiori mai visti prima…

Continuiamo a salire, passo dopo passo, costeggiando il fiume che scende energico dai ghiacciai.

Iniziamo a sentire i primi segnali dell’alta quota: il fiato si fa corto, ogni passo e’ piu’ pesante del precedente e qualcuno ha i primi giramenti di testa o leggere tachicardie. Ma ormai ci siamo, davanti a noi ecco il campo base del Machhapuchere. Siamo a 3.700 metri.

L’Annapurna ora e’ coperta dalle nuvole. Lo spettacolo da qui e’ comunque favoloso. La sera il freddo sale e ci scaldiamo con zuppe e the’ caldi. Domani e’ il grande giorno!

Chhmorong e Doban: trekking giorno 4 e 5

12 ottobre 2010

Il panorama da Tadapani e’ fantastico: di fronte a noi la grande parete dell’Annapurna Sud (nella foto che segue) e a destra il Machhapuchere.

Facciamo colazione e ci mettiamo subito in cammino, oggi abbiamo un lungo tratto da percorrere. Dopo alcune ore ci fermiamo per una breve sosta di fronte l’abitazione di una famiglia Gurung. Notiamo qui per la prima volta i loro particolari alveari…

In questa zona, negli orti di quasi tutti i lodge, ci sono piante di marijuana, che in alcuni casi raggiungono dimensioni notevoli…

Scendiamo rapidamente fino ad arrivare in fondo alla valle, di fronte al fiume Tibuje Khola che attraversiamo grazie a un solido ponte.

Da qui, ricomincia un’altra ripida salita che ci riporta in quota. Poi il sentiero diventa piano e proseguiamo lungo il costone in mezzo ad antiche case e fattorie. La sensazione e’ di essere dentro ad un quadro, di camminare in un dipinto dove ogni cosa e’ al suo posto, dove tutto e’ perfetto…

Senza neanche accorgercene arriviamo a Chhmorong. Qui incontriamo una simpatica coppia di francesi che sta facendo un “mezzo giro del mondo“: arrivano dall’India e dopo il trekking qui in Nepal proseguiranno verso il Vietnam e poi Australia e via in aereo in Sud America, per risalire la Patagonia e poi tornare a casa, dopo circa 4 mesi di viaggio. Veri travellers! (QUESTO il loro blog, in francese)

Doban 

Ogni risveglio qui e’ speciale! Questa mattina alle 6 l’Himalaya ci ha regalato un’altra alba mozzafiato (di seguito alcuni scatti dell’Annapurna Sud)…

E anche oggi non sono mancati i sali-scendi che stanno caratterizzando questo trekking. Ormai ci siamo abituati, ma il dislivello aumenta di giorno in giorno e ognuno di noi, chi piu’ chi meno, ha i propri piccoli acciacchi. Nulla di importante comunque, riusciamo infatti a rispettare l’itinerario prestabilito senza problemi. Anzi, ora che abbiamo preso un certo ritmo, capita che vogliamo andare alla tappa successiva o comunque piu’ avanti di dove e’ fissato lo stop giornaliero: sappiamo pero’ che dobbiamo andare avanti pian piano e avere pazienza. Ci serviranno forze ed energie per completare il trekking.

Davanti a noi le montagne sono sempre piu’ vicine e sempre piu’ grandi. In mezzo a questi giganti ci si sente veramente piccoli.

Attraversiamo la foresta di bamboo in una gola stretta della valle, dove decine di spettacolari cascate confluiscono nel fiume che corre parallelo al sentiero. Dopo circa 6 ore dalla partenza arriviamo a Doban, a 2.500 metri. Facciamo appena in tempo a toglierci gli zaini e inizia a piovere.

Domani ci aspetta una tappa impegnativa. Siamo a 2 giorni dalla meta e l’emozione cresce.

Ghorephani, Poon Hill e Tadapani: trekking giorno 2 e 3

10 ottobre 2010

Il secondo giorno di trekking, da Ulleri a Gorephani, e’ trascorso in fretta. Abbiamo attraversato foreste a tratti fiabesche, tra alberi dalle forme stranissime e splendidi corsi d‘acqua…

Lungo il percorso, piccoli villaggi dei popoli di montagna…

E poi la vista del grande Machhapuchhre (si legge “Maciapuciari”) detto anche “Fish tail“ ovvero coda di pesce, uno dei pochi colossi himalayani inviolati in quanto montagna sacra. Bellissimo!

Prima dell’arrivo a destinazione abbiamo anche avuto occasione di scattare una foto (per il nostro sponsor) con una pianta di marijuana, che qui cresce liberamente e viene coltivata da millenni per svariati utilizzi…

L’alba a Poon Hill

Terzo giorno di trekking. Sveglia ore 4:00! Andiamo a vedere l’alba a Poon Hill, una collina a 3.210 mt. (circa 400 mt. sopra Ghorephani, dove abbiamo dormito). La partenza e’ traumatica: in pochi minuti passiamo dal caldo sacco piuma al freddo della notte, salendo un percorso ripidissimo formato da grossi gradini di pietra. E‘ buio, dall’alto vediamo dietro a noi le lucette delle pile frontali di altri escursionisti che salgono in una lenta processione. Sembrano lucciole, e’ un momento magico. In mezz’ora circa raggiungiamo per primi la collina (dopo di noi arriveranno almeno altre 100 persone). Verso le 5.30 il sole illumina le cime piu’ alte e davanti a noi si apre un panorama fantastico. Questa l’Annapurna Sud (7.219 mt.)…

Questo il Dhaulagiri (8.167 mt.)…

Il tempo non e’ dei migliori, ci sono molte nuvole, ma siamo contentissimi lo stesso, abbiamo visto cio’ che volevamo e torniamo giu’ colmi di entusiasmo. Nel frattempo il sole si alza e il cielo si apre un po’, cosi ci fermiamo per scattare ancora qualche foto (in quella che segue il Dhaulagiri sullo sfondo)…

Tadapani

Dopo una breve colazione riprendiamo la marcia, alla volta di Tadapani, la nostra prossima tappa. Camminiamo tra prati e foreste, in un continuo sali-scendi sempre intorno i 3.000 mt. Discese e salite ripide si alternano ma gambe e fiato reggono e a noi sembra di essere entrati bene nel ritmo del trekking.

Durante una sosta incontriamo una famiglia Gurung (la gente che vive in questa valle). Regaliamo qualche caramella e penna ai bambini e lasciamo qualche soldo alla madre: per molti la vita qui e’ piu’ dura di quanto ci possiamo immaginare.

Proseguiamo per altre 2-3 ore e infine saliamo un’ultima scalinata che sembra portare in paradiso da quanto meravigliosa e‘…

Arriviamo cosi a Tadapani…

La sera abbiamo la fortuna di partecipare ad una festa del villaggio, dove gli abitanti del posto, i portatori e gli sherpa delle varie spedizioni, cantano e ballano insieme. E’ bello vedere come questa gente riesca a divertirsi in modo spontaneo e senza nulla: voci e 2 piccoli tamburi sono gli unici “strumenti” a disposizione.
Anche il nostro Dade viene coinvolto nelle danze…

Ulleri: trekking giorno 1

8 ottobre 2010

Sveglia alle 5.30 e trasferimento con un piccolo pulmino fino a Nayapul, il punto di partenza del nostro trekking. Un’ora e mezza di strada lungo la quale gli imprevisti non sono mancati…

…ma nemmeno le piacevoli sorprese tra cui la prima vista delle montagne Himalayane (nella foto il gruppo dell’Annapurna).

Qualche visitatore ci ha chiesto una foto dei caratteristici autobus nepalesi. Eccone qua’ uno particolarmente colorito…

E finalmente il trekking ha inizio! Nella foto che segue siamo insieme allo sherpa (la nostra guida) e i due portatori.

Studenti di tutte le eta’ percorrono ogni giorno chilometri lungo percorsi che noi consideriamo vere e proprie escursioni. Li incontriamo spesso sulla nostra strada e li vediamo sempre sorridenti, vestiti ordinatamente e mai stanchi.

Il paesaggio inizia ad aprirsi e gli scenari sono fantastici…

Ci fermiamo per il pranzo in un lodge e ci rilassiamo un po’. Il sole batte forte e c’e’ molto caldo, si sta benissimo. Ogni cosa qui e’ nuova per noi e attira la nostra attenzione. Piccoli particolari che rendono speciale un posto.

Riprendiamo la marcia: attraversiamo qualche ponte e poi saliamo lungo un percorso fatto di ripidi gradini, che verso la fine ci sembrano quasi infiniti. Ma dopo qualche breve pausa per riprendere fiato e forze, arriviamo alla prima destinazione, il lodge di Ulleri.

Doccia, dormita e siamo pronti per ripartire.
Ora siamo giunti da poco a Gorephani, la nostra seconda tappa, dopo altre 4-5 ore di cammino.
Domani sveglia presto, vedremo l’alba da Poon hill e sara’ uno dei momenti piu’ emozionanti del trekking.
Aggiornamenti e foto nei prossimi giorni, quando e se riusciremo a trovare un punto con collegamento internet
(inserire questo post e’ stata un’impresa!). A presto amici.

Si parte!

2 ottobre 2010

E’ tutto pronto, valigie e zaini carichi, documenti e biglietti aerei apposto, amici e parenti salutati. Si parte. Finalmente si parte!
E così ci si lascia alle spalle un po’ tutto: le preoccupazioni della vita quotidiana, gli impegni, gli appuntamenti, tutto scorre via leggero. L’andare, diventa l’unica cosa giusta da fare e realmente importante.
C’è chi è più nervoso, chi più tranquillo, chi realizza di essere in viaggio solo quando è in volo, chi in viaggio lo è già da settimane, da quando sono iniziati i preparativi. Ognuno la vive a modo suo. Ma la partenza, soprattutto in viaggi un po’ particolari come questo, è sempre un momento carico di energia: segna l’inizio di una nuova avventura, di una nuova storia, di un qualcosa che in un modo o nell’altro, poco o tanto, cambierà per sempre le nostre vite. E così sia!

Fra qualche ora ci muoveremo verso Milano e passeremo la notte lì. Domattina abbiamo l’aereo da Malpensa alle 11:55 e arriviamo a Kathmandu lunedì mattina (dopo aver fatto scalo a Doha, nel Qatar). Aggiorneremo il blog da qualche internet point della capitale nepalese.
Seguiteci e se vi va lasciate un commento, ci farà piacere leggerli dall’altra parte del mondo.
Che l’Himalayan Experience 2010 abbia inizio…

Attrezzatura e consigli vari

13 settembre 2010

Di seguito la lista dell’attrezzatura e dei medicinali che è opportuno avere per effettuare un trekking come il nostro. Il tutto impreziosito da alcuni importanti consigli. Naturalmente, queste indicazioni sono utili per qualsiasi tipo di trekking simile a quello che faremo noi.

Lista del materiale individuale
Scarpa leggera da trekking | Scarpone (preferibilmente Goretex) | Sandali in plastica x lodge | 2 paia calzettoni pesanti | Alcune paia calzetti leggeri da trekking | 1 o 2 pantaloni lunghi da trekking | Pantaloncini corti | Tuta ginnastica per lodge | Calzamaglia leggera | Copri-pantaloni antivento | Magliette varie cotone o capilene | Felpa leggera | Felpa pesante | Gilet leggero in piuma (utile averlo sempre in zaino visto il poco peso) | Giacca di piumino, Duvet | Giacca a vento (preferibilmente Goretex) | Mantellina leggera plastica x pioggia | Guanti di lana o guanti da sci caldi | Berretto tela | Berretto lana o pile | Occhiali da sole (meglio due paia) | Sacco lenzuolo x lodge | Sacco piuma minimo tenuta -10 gr | Federa cuscino da casa | Asciugamano medio in microfibra x doccia | Spugnetta tipo cucina da usare dopo doccia x asciugarsi | Coltellino | Borraccia termica | Rotolo nastro da pacchi o cerotto | Pila frontale con ricambi | Pila di riserva | Rotolo carta igienica | Sacco plastica nera tipo spazzatura da inserire nel borsone viaggio in caso di pioggia | Candela e accendino | Sapone da bucato con porta sapone in plastica | Busta porta documenti e denaro da tenere sempre addosso | Lucchetto, meglio a combinazione, x borsone trekking | Barrette energetiche (scatola) |
Caramelle e penne biro x i bambini dei villaggi | Kit crema solare, burro cacao, collirio, cerotti x vesciche (Compid) | Piccolo kit pronto soccorso personale* | Borsone da trekking (spesso fornito dall’agenzia) | Zainetto personale 30Lt/35Lt | Bastoncini telescopici da trekking
N.B. Durante il trekking ci si può lavare la biancheria intima: calzettoni, magliette, mutande

Medicinali e Kit personale
Agumentin e Bactrim (antibiotici) | Tachipirina x abbassare eventuale febbre | Profilassi anti-tifica (serve ad evitare all’80% le conseguenze spiacevoli della dissenteria) con 3 semplici pastiglie da prendere alcuni giorni di partire | Profilassi antitetanica |
Antistaminico (serve x eventuali allergie) | Sali minerali (tipo Polase) | Aspirine | Antidiarroici | Antinfiammatori (tipo Oki in bustina) | Crema per punture insetti ecc | Disinfettante | Cerotti e garze varie | Medicinali x bronchiti e antitosse | Eventuali medicinali personali

Mal di montagna
A partire dai 2500 mt, i soggetti più sensibili possono avvertire i primi sintomi dati dalla mancanza di ossigeno. Il mal di montagna acuto (AMS) può colpire chiunque anche le persone più forti e allenate, senza distinzione. Le due gravi complicazioni che possono essere fatali sono l’edema polmonare e cerebrale d’alta quota. Il primo si manifesta con dolori al torace e insufficienza respiratoria. Il secondo con fortissima cefalea, nausea e vomito.
In entrambi le situazioni, quando il quadro diagnostico è confermato, scendere al più presto sotto quota 2.000 e somministrare ossigeno. Nel caso di trekking è consigliato salire in quota adagio, senza fretta.
E’ frequente che, raggiunta la quota di 3000 mt, possano comparire lievi sintomi dati dalla stessa (mal di testa, insonnia, apnea notturna). Molte volte basta prendere dell’aspirina e pernottare alla stessa quota per un paio di giorni. Un giorno di riposo può far scomparire questi fastidiosi disturbi. Consigliabile quindi, quando possibile, pernottare 2 giorni raggiunta quota 3.000 mt.
Oltre questa quota aumentano le richieste energetiche. Fondamentale quindi un aumento adeguato dell’apporto calorico (in particolar modo proteico) e idrosalino. Importantissimo bere molto.

Consigli vari
– Non bere mai acqua se non bollita (thè o caffè).
– Si trovano sempre acqua minerale, bibite, birra ecc: in quota bere molto.
– Non mangiare frutta se non sbucciata e verdura solo se cotta.
– Mangiare alla sera preferibilmente zuppe o noodles perché reintegrano i sali persi durante la giornata.
– A mezzogiorno ci sono ottimi piatti di riso con verdure, carne o uova.
– Fare al più presto la doccia nei lodge x avere la sicurezza di avere acqua calda.
– Avere sempre rupie nepalesi x pagare gli extra, non euro o dollari.
– Predisponete una borsetta-zainetto da lasciare al responsabile dell’agenzia nepalese di trekking con vestiti, scarpe, ricambi per il viaggio di ritorno.
– Portarsi dietro fotocopia passaporto.
– A fine viaggio fare colletta di soldi x portatori e sherpa. Decidete voi in base al servizio avuto (per i portatori potete dare circa 10 euro a testa a fine viaggio. Lo stesso allo sherpa. Accettano volentieri anche vestiti e scarpe vecchie).
– Acquistare in una delle tante librerie di Kathmandu una cartina relativa al trekking programmato.
– Procurarsi un vocabolarietto italiano-nepalese. La lingua nepalese è facile da imparare e anche poche parole imparate rendono più piacevole e facile il rapporto con le gente del posto. Non sottovalutate questo aspetto.