Chhmorong e Doban: trekking giorno 4 e 5

12 ottobre 2010

Il panorama da Tadapani e’ fantastico: di fronte a noi la grande parete dell’Annapurna Sud (nella foto che segue) e a destra il Machhapuchere.

Facciamo colazione e ci mettiamo subito in cammino, oggi abbiamo un lungo tratto da percorrere. Dopo alcune ore ci fermiamo per una breve sosta di fronte l’abitazione di una famiglia Gurung. Notiamo qui per la prima volta i loro particolari alveari…

In questa zona, negli orti di quasi tutti i lodge, ci sono piante di marijuana, che in alcuni casi raggiungono dimensioni notevoli…

Scendiamo rapidamente fino ad arrivare in fondo alla valle, di fronte al fiume Tibuje Khola che attraversiamo grazie a un solido ponte.

Da qui, ricomincia un’altra ripida salita che ci riporta in quota. Poi il sentiero diventa piano e proseguiamo lungo il costone in mezzo ad antiche case e fattorie. La sensazione e’ di essere dentro ad un quadro, di camminare in un dipinto dove ogni cosa e’ al suo posto, dove tutto e’ perfetto…

Senza neanche accorgercene arriviamo a Chhmorong. Qui incontriamo una simpatica coppia di francesi che sta facendo un “mezzo giro del mondo“: arrivano dall’India e dopo il trekking qui in Nepal proseguiranno verso il Vietnam e poi Australia e via in aereo in Sud America, per risalire la Patagonia e poi tornare a casa, dopo circa 4 mesi di viaggio. Veri travellers! (QUESTO il loro blog, in francese)

Doban 

Ogni risveglio qui e’ speciale! Questa mattina alle 6 l’Himalaya ci ha regalato un’altra alba mozzafiato (di seguito alcuni scatti dell’Annapurna Sud)…

E anche oggi non sono mancati i sali-scendi che stanno caratterizzando questo trekking. Ormai ci siamo abituati, ma il dislivello aumenta di giorno in giorno e ognuno di noi, chi piu’ chi meno, ha i propri piccoli acciacchi. Nulla di importante comunque, riusciamo infatti a rispettare l’itinerario prestabilito senza problemi. Anzi, ora che abbiamo preso un certo ritmo, capita che vogliamo andare alla tappa successiva o comunque piu’ avanti di dove e’ fissato lo stop giornaliero: sappiamo pero’ che dobbiamo andare avanti pian piano e avere pazienza. Ci serviranno forze ed energie per completare il trekking.

Davanti a noi le montagne sono sempre piu’ vicine e sempre piu’ grandi. In mezzo a questi giganti ci si sente veramente piccoli.

Attraversiamo la foresta di bamboo in una gola stretta della valle, dove decine di spettacolari cascate confluiscono nel fiume che corre parallelo al sentiero. Dopo circa 6 ore dalla partenza arriviamo a Doban, a 2.500 metri. Facciamo appena in tempo a toglierci gli zaini e inizia a piovere.

Domani ci aspetta una tappa impegnativa. Siamo a 2 giorni dalla meta e l’emozione cresce.

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Ghorephani, Poon Hill e Tadapani: trekking giorno 2 e 3

10 ottobre 2010

Il secondo giorno di trekking, da Ulleri a Gorephani, e’ trascorso in fretta. Abbiamo attraversato foreste a tratti fiabesche, tra alberi dalle forme stranissime e splendidi corsi d‘acqua…

Lungo il percorso, piccoli villaggi dei popoli di montagna…

E poi la vista del grande Machhapuchhre (si legge “Maciapuciari”) detto anche “Fish tail“ ovvero coda di pesce, uno dei pochi colossi himalayani inviolati in quanto montagna sacra. Bellissimo!

Prima dell’arrivo a destinazione abbiamo anche avuto occasione di scattare una foto (per il nostro sponsor) con una pianta di marijuana, che qui cresce liberamente e viene coltivata da millenni per svariati utilizzi…

L’alba a Poon Hill

Terzo giorno di trekking. Sveglia ore 4:00! Andiamo a vedere l’alba a Poon Hill, una collina a 3.210 mt. (circa 400 mt. sopra Ghorephani, dove abbiamo dormito). La partenza e’ traumatica: in pochi minuti passiamo dal caldo sacco piuma al freddo della notte, salendo un percorso ripidissimo formato da grossi gradini di pietra. E‘ buio, dall’alto vediamo dietro a noi le lucette delle pile frontali di altri escursionisti che salgono in una lenta processione. Sembrano lucciole, e’ un momento magico. In mezz’ora circa raggiungiamo per primi la collina (dopo di noi arriveranno almeno altre 100 persone). Verso le 5.30 il sole illumina le cime piu’ alte e davanti a noi si apre un panorama fantastico. Questa l’Annapurna Sud (7.219 mt.)…

Questo il Dhaulagiri (8.167 mt.)…

Il tempo non e’ dei migliori, ci sono molte nuvole, ma siamo contentissimi lo stesso, abbiamo visto cio’ che volevamo e torniamo giu’ colmi di entusiasmo. Nel frattempo il sole si alza e il cielo si apre un po’, cosi ci fermiamo per scattare ancora qualche foto (in quella che segue il Dhaulagiri sullo sfondo)…

Tadapani

Dopo una breve colazione riprendiamo la marcia, alla volta di Tadapani, la nostra prossima tappa. Camminiamo tra prati e foreste, in un continuo sali-scendi sempre intorno i 3.000 mt. Discese e salite ripide si alternano ma gambe e fiato reggono e a noi sembra di essere entrati bene nel ritmo del trekking.

Durante una sosta incontriamo una famiglia Gurung (la gente che vive in questa valle). Regaliamo qualche caramella e penna ai bambini e lasciamo qualche soldo alla madre: per molti la vita qui e’ piu’ dura di quanto ci possiamo immaginare.

Proseguiamo per altre 2-3 ore e infine saliamo un’ultima scalinata che sembra portare in paradiso da quanto meravigliosa e‘…

Arriviamo cosi a Tadapani…

La sera abbiamo la fortuna di partecipare ad una festa del villaggio, dove gli abitanti del posto, i portatori e gli sherpa delle varie spedizioni, cantano e ballano insieme. E’ bello vedere come questa gente riesca a divertirsi in modo spontaneo e senza nulla: voci e 2 piccoli tamburi sono gli unici “strumenti” a disposizione.
Anche il nostro Dade viene coinvolto nelle danze…

Ulleri: trekking giorno 1

8 ottobre 2010

Sveglia alle 5.30 e trasferimento con un piccolo pulmino fino a Nayapul, il punto di partenza del nostro trekking. Un’ora e mezza di strada lungo la quale gli imprevisti non sono mancati…

…ma nemmeno le piacevoli sorprese tra cui la prima vista delle montagne Himalayane (nella foto il gruppo dell’Annapurna).

Qualche visitatore ci ha chiesto una foto dei caratteristici autobus nepalesi. Eccone qua’ uno particolarmente colorito…

E finalmente il trekking ha inizio! Nella foto che segue siamo insieme allo sherpa (la nostra guida) e i due portatori.

Studenti di tutte le eta’ percorrono ogni giorno chilometri lungo percorsi che noi consideriamo vere e proprie escursioni. Li incontriamo spesso sulla nostra strada e li vediamo sempre sorridenti, vestiti ordinatamente e mai stanchi.

Il paesaggio inizia ad aprirsi e gli scenari sono fantastici…

Ci fermiamo per il pranzo in un lodge e ci rilassiamo un po’. Il sole batte forte e c’e’ molto caldo, si sta benissimo. Ogni cosa qui e’ nuova per noi e attira la nostra attenzione. Piccoli particolari che rendono speciale un posto.

Riprendiamo la marcia: attraversiamo qualche ponte e poi saliamo lungo un percorso fatto di ripidi gradini, che verso la fine ci sembrano quasi infiniti. Ma dopo qualche breve pausa per riprendere fiato e forze, arriviamo alla prima destinazione, il lodge di Ulleri.

Doccia, dormita e siamo pronti per ripartire.
Ora siamo giunti da poco a Gorephani, la nostra seconda tappa, dopo altre 4-5 ore di cammino.
Domani sveglia presto, vedremo l’alba da Poon hill e sara’ uno dei momenti piu’ emozionanti del trekking.
Aggiornamenti e foto nei prossimi giorni, quando e se riusciremo a trovare un punto con collegamento internet
(inserire questo post e’ stata un’impresa!). A presto amici.

Visita a Kathmandu e viaggio verso Pokhara

6 ottobre 2010

Ieri giornata dedicata alla visita di alcuni luoghi storici di Kathmandu (che avrete gia‘ avuto modo di vedere nelle foto del precedente post). Qui muoversi con i mezzi pubblici e’ pressoche’ impossibile mentre i taxi sono numerosi ed economici. Il nostro ci ha scorrazzato da una parte all’altra della citta’ per quasi 5 ore, aspettandoci pazientemente ad ogni tappa: spesa totale di 1.400 rupie, circa 15 euro (consiglio: accordarsi prima sul prezzo).

Prima visita al tempio di Shoyambhunath: qui dopo una ripida scalinata animata da simpatiche scimmiette, si arriva a una terrazzona che offre un’ampia vista dall’alto di tutta la citta’. Questa la mia foto panoramica a 180 gradi (clicca sull’immagine per ingrandirla):

Seconda visita, obbligatoria per chi viene a Kathmandu, il famoso Boudhanath, uno dei piu’ grandi stupa del mondo, simbolo sacro per i buddisti e i tibetani. Emozionante incrociare dal vivo “lo sguardo” del Buddha, che non sente, non parla, non giudica, ma da quei suoi grandi occhi, tutto vede (cit.)

Un luogo carico di energia questo, dove monaci e pellegrini meditano e pregano. Impossibile non notare le caratteristiche “mani”, cilindri di legno o metallo di varie misure sistemati in verticale uno affianco all‘altro, con un perno centrale e con incise sopra le preghiere in basso rilievo (vedi foto sotto): il pellegrino li tocca facendoli ruotare e liberando cosi le preghiere nell’aria, in modo simbolico.

La sera abbiamo avuto il piacere e l’onore di essere ospiti (e qui l’ospitalita’ e’ veramente incredibile, dovremmo farne tesoro!) di Sailas e la sua famiglia: Sailas e’ un nepalese di 39 anni che da 20 vive e lavora in Italia, proprio in Cadore (la nostra terra natia) e in questo periodo e’ tornato a casa per una breve vacanza. Siamo stati accolti come dei re e la cena e’ stata favolosa: piatti tipici buonissimi e a tratti mooolto piccanti. Un grazie di cuore…

Ora siamo a Pokhara: partiti questa mattina presto, siamo giunti qui dopo un viaggio a dir poco avventuroso, su un percorso tra valli e campagne, attraversate da strade inguardabili, strette, antiche e piene di buche. Basti pensare che abbiamo impiegato circa 8 ore in autobus per percorrere 200 km!
Qui i sensi di marcia quasi non esistono, le precedenze sono improvvisate e sembra impossibile che non succeda un incidente ad ogni sorpasso: camion e corriere si sfiorano; la gente si sbraccia, tutti suonano i clacson, in continuazione; biciclette cariche all’inverosimile di qualsiasi cosa procedono lente zigzagando; bambini che giocano e si rincorrono finiscono spesso tra i mezzi in movimento. Insomma, su queste strade succede veramente  un po’ di tutto

…ma alla fine, incredibilmente, si arriva sempre a destinazione sani e salvi.

Domani inizia il trekking, siamo pronti e non vediamo l’ora di metterci in marcia. Vi aggiorneremo quando sara’ possibile. Un saluto a tutti.

Foto da Kathmandu

5 ottobre 2010

Kathmandu time

4 ottobre 2010

Pensate al caos piu’ intenso, colorato e rumoroso che riuscite a immaginare.
Pensate a un traffico folle, a un disordine totale, a un agglomerato di macchine, moto, riscio’, camion, uomini, bambini, cani, bandiere, cartelli e insegne luminose. Prendete tutto questo e moltiplicatelo all’infinito. Aggiungeteci poi del profumo d’incenso, odori di spezie mixati a smog e plastica bruciata. Infine metteteci tanta, tanta, tantissima umanita’ (non trovo altri termini per descrivere tutto cio’)… ecco, questa e’ Kathmandu!

Dopo un viaggio di circa 16 ore, di cui una decina in volo e un lungo scalo a Doha, nel Qatar (Emirati Arabi)…

siamo arrivati nella capitale nepalese.
Sbrigate le pratiche doganali (fondamentale mettersi subito in fila, altrimenti si rischia di rimanere in coda per ore), che consiste nella compilazione di un modulo (+ fototessera, da avere gia’ pronta) e nel pagamento del visto (32 euro per 16 giorni), siamo stati accolti con abbracci affettuosi e collane di fiori da Pemba, il titolare della Himalayan Sherpa Nepal LTD., la compagnia che abbiamo scelto per l’organizzazione del trekking.

Breve sosta in albergo (Kathmandu Guest House, caratteristico, molto bello e curato), doccia, dormitinia di un paio d’ore e via in giro per la citta’! Ora siamo appena rientrati, abbiamo fatto un po’ di acquisti per il trekking e stiamo per cenare (qui siamo avanti di 4 ore rispetto l’Italia, 3 ore e 50 minuti per la precisione).
Il jet lag e la stanchezza per il viaggio si fanno sentire, ma siamo contenti per la giornata incredibilmente intensa. Domani altro giorno qui e poi mercoledi ripartiremo alla volta di Pokhara, da dove iniziera’ la nostra lunga camminata.
Kathmandu ci ha letteralmente rapiti, viva Kathmandu!

(abbiate pazienza: aggiornare il blog da qui non e’ per nulla facile e ancora meno caricare foto… ma ci stiamo attrezzando, nei prossimi giorni arriva una carrellata di immagini super!)

Si parte!

2 ottobre 2010

E’ tutto pronto, valigie e zaini carichi, documenti e biglietti aerei apposto, amici e parenti salutati. Si parte. Finalmente si parte!
E così ci si lascia alle spalle un po’ tutto: le preoccupazioni della vita quotidiana, gli impegni, gli appuntamenti, tutto scorre via leggero. L’andare, diventa l’unica cosa giusta da fare e realmente importante.
C’è chi è più nervoso, chi più tranquillo, chi realizza di essere in viaggio solo quando è in volo, chi in viaggio lo è già da settimane, da quando sono iniziati i preparativi. Ognuno la vive a modo suo. Ma la partenza, soprattutto in viaggi un po’ particolari come questo, è sempre un momento carico di energia: segna l’inizio di una nuova avventura, di una nuova storia, di un qualcosa che in un modo o nell’altro, poco o tanto, cambierà per sempre le nostre vite. E così sia!

Fra qualche ora ci muoveremo verso Milano e passeremo la notte lì. Domattina abbiamo l’aereo da Malpensa alle 11:55 e arriviamo a Kathmandu lunedì mattina (dopo aver fatto scalo a Doha, nel Qatar). Aggiorneremo il blog da qualche internet point della capitale nepalese.
Seguiteci e se vi va lasciate un commento, ci farà piacere leggerli dall’altra parte del mondo.
Che l’Himalayan Experience 2010 abbia inizio…

Introduzione alla Rarahil Memorial School

28 settembre 2010

Abbiamo voluto dedicare un giorno del nostro viaggio per la visita alla Rarahil Memorial School, che riteniamo particolarmente significativa e importante. Pubblicheremo un breve report e alcune foto della scuola al nostro rientro. Vorremmo anche noi nel nostro piccolo contribuire a questo progetto dandogli un po’ di visibilità e facendolo conoscere a chi seguirà Himalayan Experience 2010. Di seguito una breve presentazione…

A fine trekking, prima di rientrare in Italia, andremo a Kirtipur, una cittadina in periferia di Kathmandu: qui Fausto De Stefani (vedi video-intervista), alpinista di fama mondiale colpito dalla povertà e dalle poche opportunità che la vita offre ai giovani nepalesi, ha convogliato in uno straordinario progetto le energie prima impiegate nella conquista degli ottomila. La Rarahil Memorial School è un complesso di tre scuole, dalle elementari alle professionali, con convitto e mensa. Sono poche parole, pochi istanti per scriverle e ancora meno per leggerle. Ma il lavoro necessario per realizzare quest’opera è stato enorme: innanzitutto il denaro, una somma imponente, ben superiore al milione di euro, raccolti attraverso finanziamenti di privati, serate, donazioni. Poi l’individuazione dell’area, gli accordi con le autorità locali e la progettazione dell’opera. Infine la realizzazione, con materiali e tecniche moderne, garantendo l’antisismicità, il comfort e la durata. Oggi la scuola di Kirtipur funziona perfettamente con personale tutto nepalese e offre istruzione e ristoro a 700 ragazzi, costituendo un realtà davvero fondamentale per l’educazione e la crescita sociale di una vasta comunità.
A breve inizieranno inoltre i lavori per un nuovo ambulatorio medico dedicato a Giuliano De Marchi, medico e alpinista bellunese scomparso l’anno scorso sull’Antelao (Dolomiti).

L’intero progetto della Rarahil Memorial School e altre iniziative umanitarie in Nepal, sono seguite dall’associazione Senza Frontiere. Ulteriori dettagli e informazioni per aiuti e versamenti QUI.

(fonti: planetmountain.com | matteogracis.it)

Attrezzatura e consigli vari

13 settembre 2010

Di seguito la lista dell’attrezzatura e dei medicinali che è opportuno avere per effettuare un trekking come il nostro. Il tutto impreziosito da alcuni importanti consigli. Naturalmente, queste indicazioni sono utili per qualsiasi tipo di trekking simile a quello che faremo noi.

Lista del materiale individuale
Scarpa leggera da trekking | Scarpone (preferibilmente Goretex) | Sandali in plastica x lodge | 2 paia calzettoni pesanti | Alcune paia calzetti leggeri da trekking | 1 o 2 pantaloni lunghi da trekking | Pantaloncini corti | Tuta ginnastica per lodge | Calzamaglia leggera | Copri-pantaloni antivento | Magliette varie cotone o capilene | Felpa leggera | Felpa pesante | Gilet leggero in piuma (utile averlo sempre in zaino visto il poco peso) | Giacca di piumino, Duvet | Giacca a vento (preferibilmente Goretex) | Mantellina leggera plastica x pioggia | Guanti di lana o guanti da sci caldi | Berretto tela | Berretto lana o pile | Occhiali da sole (meglio due paia) | Sacco lenzuolo x lodge | Sacco piuma minimo tenuta -10 gr | Federa cuscino da casa | Asciugamano medio in microfibra x doccia | Spugnetta tipo cucina da usare dopo doccia x asciugarsi | Coltellino | Borraccia termica | Rotolo nastro da pacchi o cerotto | Pila frontale con ricambi | Pila di riserva | Rotolo carta igienica | Sacco plastica nera tipo spazzatura da inserire nel borsone viaggio in caso di pioggia | Candela e accendino | Sapone da bucato con porta sapone in plastica | Busta porta documenti e denaro da tenere sempre addosso | Lucchetto, meglio a combinazione, x borsone trekking | Barrette energetiche (scatola) |
Caramelle e penne biro x i bambini dei villaggi | Kit crema solare, burro cacao, collirio, cerotti x vesciche (Compid) | Piccolo kit pronto soccorso personale* | Borsone da trekking (spesso fornito dall’agenzia) | Zainetto personale 30Lt/35Lt | Bastoncini telescopici da trekking
N.B. Durante il trekking ci si può lavare la biancheria intima: calzettoni, magliette, mutande

Medicinali e Kit personale
Agumentin e Bactrim (antibiotici) | Tachipirina x abbassare eventuale febbre | Profilassi anti-tifica (serve ad evitare all’80% le conseguenze spiacevoli della dissenteria) con 3 semplici pastiglie da prendere alcuni giorni di partire | Profilassi antitetanica |
Antistaminico (serve x eventuali allergie) | Sali minerali (tipo Polase) | Aspirine | Antidiarroici | Antinfiammatori (tipo Oki in bustina) | Crema per punture insetti ecc | Disinfettante | Cerotti e garze varie | Medicinali x bronchiti e antitosse | Eventuali medicinali personali

Mal di montagna
A partire dai 2500 mt, i soggetti più sensibili possono avvertire i primi sintomi dati dalla mancanza di ossigeno. Il mal di montagna acuto (AMS) può colpire chiunque anche le persone più forti e allenate, senza distinzione. Le due gravi complicazioni che possono essere fatali sono l’edema polmonare e cerebrale d’alta quota. Il primo si manifesta con dolori al torace e insufficienza respiratoria. Il secondo con fortissima cefalea, nausea e vomito.
In entrambi le situazioni, quando il quadro diagnostico è confermato, scendere al più presto sotto quota 2.000 e somministrare ossigeno. Nel caso di trekking è consigliato salire in quota adagio, senza fretta.
E’ frequente che, raggiunta la quota di 3000 mt, possano comparire lievi sintomi dati dalla stessa (mal di testa, insonnia, apnea notturna). Molte volte basta prendere dell’aspirina e pernottare alla stessa quota per un paio di giorni. Un giorno di riposo può far scomparire questi fastidiosi disturbi. Consigliabile quindi, quando possibile, pernottare 2 giorni raggiunta quota 3.000 mt.
Oltre questa quota aumentano le richieste energetiche. Fondamentale quindi un aumento adeguato dell’apporto calorico (in particolar modo proteico) e idrosalino. Importantissimo bere molto.

Consigli vari
– Non bere mai acqua se non bollita (thè o caffè).
– Si trovano sempre acqua minerale, bibite, birra ecc: in quota bere molto.
– Non mangiare frutta se non sbucciata e verdura solo se cotta.
– Mangiare alla sera preferibilmente zuppe o noodles perché reintegrano i sali persi durante la giornata.
– A mezzogiorno ci sono ottimi piatti di riso con verdure, carne o uova.
– Fare al più presto la doccia nei lodge x avere la sicurezza di avere acqua calda.
– Avere sempre rupie nepalesi x pagare gli extra, non euro o dollari.
– Predisponete una borsetta-zainetto da lasciare al responsabile dell’agenzia nepalese di trekking con vestiti, scarpe, ricambi per il viaggio di ritorno.
– Portarsi dietro fotocopia passaporto.
– A fine viaggio fare colletta di soldi x portatori e sherpa. Decidete voi in base al servizio avuto (per i portatori potete dare circa 10 euro a testa a fine viaggio. Lo stesso allo sherpa. Accettano volentieri anche vestiti e scarpe vecchie).
– Acquistare in una delle tante librerie di Kathmandu una cartina relativa al trekking programmato.
– Procurarsi un vocabolarietto italiano-nepalese. La lingua nepalese è facile da imparare e anche poche parole imparate rendono più piacevole e facile il rapporto con le gente del posto. Non sottovalutate questo aspetto.

L’itinerario

10 settembre 2010

Ecco di seguito l’itinerario completo del nostro viaggio. Abbiamo voluto riservare alcuni giorni per scoprire Kathmandu, capitale del Nepal, città dal grande fascino. I giorni in città prima del trekking ci serviranno inoltre per alcuni acquisti di materiale tecnico ecc. Dopodichè, 12 giorni di trekking, sperando di riuscire a rispettare il programma stabilito: mal di montagna (per le altitudini) e altri inconvenienti sono sempre possibili. E infine, di nuovo a Kathmandu e poi il penultimo giorno a Kirtipur (a qualche decina di chilometri dalla capitale) dove faremo visita alla Rarahil Memorial School (a cui dedicherò un articolo nei prossimi giorni).

03 ottobre Partenza dall’Italia (Milano)
04 ottobre Arrivo a Kathmandu (Nepal)
05 ottobre Visita Kathmandu
06 ottobre Spostamento via terra Kathmandu-Pokhara
07 ottobre Spostamento via terra a Nayapul
e inizio trekking per Tirkhedunga
08 ottobre Trekking per Godapani
09 ottobre Vista dell’alba a Poon Hill e trekking per Bhanthati
10 ottobre Trekking per Chhomrong
11 ottobre Trekking per Bamboo
12 ottobre Trekking per campo base del Machapuchare
13 ottobre Escursione al campo base dell’Annapurna
14 ottobre Trekking per Bamboo
15 ottobre Trekking per Hot spring
16 ottobre Trekking per Dhampus
17 ottobre Fine trekking a Phedi
spostamento a Pokhara e volo per Kathmandu
18 ottobre Visita a Kirtipur (Rarahil Memorial School)
19 ottobre Ripartenza da Kathmandu
20 ottobre Arriva in Italia (Milano)