Archive for the ‘In viaggio’ Category

600 euro donati alla Rarahil Memorial School

17 maggio 2011

Così si conclude il progetto Himalayan Experience 2010. Con la mostra fotografica organizzata lo scorso inverno, in cui sono state esposte e vendute alcune fotografie del viaggio, abbiamo raccolto 600 euro.
L’intero ricavato è stato devoluto in beneficenza alla fondazione Senza Frontiere onlus, per il progetto Rarahil Memorial School, un complesso di 3 scuole ospitanti oltre 700 bambini nepalesi (vicino a Kathmandu, Nepal), che avevamo visitato durante il nostro viaggio.
Questo, è un piccolo contributo che si unisce però alle tante donazioni e aiuti provenienti dall’Italia, e speriamo possa permettere di portare avanti tutti i lavori previsti (ambulatori, dormitori, ecc).

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito con le loro donazioni e con l’acquisto delle foto. Grazie inoltre a tutti i visitatori di questo blog e a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con questa nostra piccola grande avventura.
NAMASTE’!

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Intervista a Matteo Gracis su Himalayan Experience

21 gennaio 2011

Visita alla Rarahil Memorial School

27 ottobre 2010

La Rarahil Memorial School si trova a Kirtipur, un comune di circa 50mila persone a pochi chilometri da Kathmandu, la capitale nepalese. E’ un complesso di tre scuole, dalle elementari alle professionali, con un piccolo convitto. Attualmente offre istruzione a oltre 700 ragazzi, dai 3 ai 15 anni. Questo progetto è nato nel 1993, in memoria di 4 giovani nepalesi morti durante gli scontri del ’90, in cui movimenti popolari si sono battuti contro il governo per la democrazia del Paese. La scuola è nata per offrire istruzione e ristoro ai bambini meno fortunati, agli orfani o a quelli particolarmente poveri.

Abbiamo voluto dedicare un giorno del nostro viaggio alla visita di questa scuola e documentare il grande lavoro che è stato fatto e che si sta facendo qui. Il nostro obiettivo inoltre è quello di attirare l’attenzione su questo progetto, di coinvolgere altre persone, di fare qualcosa – nel nostro piccolo – per contribuire alla causa.
A tal proposito, dal 28 Novembre 2010 al 16 Gennaio 2010, sarà allestita una mostra fotografica di Himalayan Experience 2010 (con le migliori immagini del viaggio) al Gran Caffè Tiziano di Pieve di Cadore (BL). I proventi delle vendite delle fotografie e ulteriori donazioni saranno interamente devolute alla Rarahil Memorial School.
E’ previsto un rinfresco alla presentazione della mostra, il 28 Novembre alle ore 18:00, a cui siete tutti invitati.

La Rarahil Memorial School negli ultimi anni è cresciuta molto, soprattutto grazie all’immenso impegno di Fausto De Stefani (alpinista di fama internazionale), che operando per conto della fondazione Senza Frontiere (Onlus italiana), le dedica gran parte della propria vita. De Stefani raccoglie fondi attraverso serate, manifestazioni ed eventi e soprattutto lavora direttamente sul luogo per sviluppare e realizzare i nuovi progetti legati alla scuola.
Grazie a lui, al nutrito gruppo di volontari nepalesi che gestisce il complesso e a tutte le persone che in questi anni si sono date da fare a riguardo, ora è in fase di realizzazione un nuovo edificio che conterrà una cucina, una mensa, nuovi laboratori artigianali e l’ampliamento del convitto esistente (inaugurazione a breve). E’ inoltre in fase di progettazione un piccolo dispensario e ambulatorio medico, che sarà costruito in memoria di Giuliano De Marchi, medico e alpinista bellunese scomparso l’anno scorso sull’Antelao (Dolomiti).

Oltre a tutto ciò, sono attive le adozioni a distanza (attualmente 115 tutte dall’Italia): l’adozione scolastica costa 200 euro all’anno e permette al bambino/a di frequentare la scuola e quindi avere un’istruzione, l’adozione completa costa 550 euro all’anno ed è dedicata ai bambini senza famiglia o ai più poveri.

Alla Rarahil Memorial School insegnano tutte le materie in lingua inglese (oltre che nepalese) e il complesso è dotato anche di una sala computer con connessione internet. Il personale è qualificato e viene data particolare importanza alle attività sportive, ricreative e al contatto con la natura.
La scuola ha già formato circa 150 ragazzi e ragazze che ora sono operativi nel mondo del lavoro o che hanno proseguito gli studi (alcuni anche in Europa e Stati Uniti).
Per i bambini nepalesi, questo posto è di un’importanza indescrivibile!

Se avete seguito il nostro viaggio e avete condiviso con noi emozioni, visioni e pensieri…
se anche voi pensate che iniziative come queste valgano la pena di essere seguite…
se volete contribuire alla realizzazione di un progetto umanitario concreto e importante…
se per qualsiasi altro motivo ritenete giusto impegnarvi a riguardo…
vi invitiamo a prendere in considerazione di partecipare attivamente al progetto Rarahil Memorial School, attraverso:

VERSAMENTO
In Banca:
bonifico sul conto intestato a Fondazione “Senza Frontiere” –  ONLUS
IBAN: IT-14-U-08466-57550-000000008936
Nello spazio della causale deve essere indicato “Nepal – Rarahil”

In Posta:
versamento sul conto corrente postale n.14866461
intestato a Fondazione “Senza Frontiere” ONLUS – Cod.Fisc.: 90008460207 – via S.Apollonio, 6 – Castel Goffredo (MN)
Nello spazio della causale deve essere indicato “Nepal – Rarahil”

ADOZIONE A DISTANZA
Scarica, stampa e compila il modulo per sottoscrivere l’adozione a distanza.
In “Paese in cui vive il bambino” scrivi “Nepal”.
In “Nome del progetto scelto” scrivi “Rarahil – Nepal”.
Sul modulo troverai le istruzioni per la spedizione.
Sarai contattato successivamente dalla fondazione Senza Frontiere per il pagamento e ulteriori dettagli.

Approfondimenti
> Sito web della Rarahil Memorial School (in inglese)
> Sito web dedicato ai progetti della Rarahil (in italiano)
> Ulteriori informazioni sulle adozioni a distanza in Nepal
> Video-intervista a Fausto De Stefani (di Matteo Gracis)

Visita a Kathmandu e viaggio verso Pokhara

6 ottobre 2010

Ieri giornata dedicata alla visita di alcuni luoghi storici di Kathmandu (che avrete gia‘ avuto modo di vedere nelle foto del precedente post). Qui muoversi con i mezzi pubblici e’ pressoche’ impossibile mentre i taxi sono numerosi ed economici. Il nostro ci ha scorrazzato da una parte all’altra della citta’ per quasi 5 ore, aspettandoci pazientemente ad ogni tappa: spesa totale di 1.400 rupie, circa 15 euro (consiglio: accordarsi prima sul prezzo).

Prima visita al tempio di Shoyambhunath: qui dopo una ripida scalinata animata da simpatiche scimmiette, si arriva a una terrazzona che offre un’ampia vista dall’alto di tutta la citta’. Questa la mia foto panoramica a 180 gradi (clicca sull’immagine per ingrandirla):

Seconda visita, obbligatoria per chi viene a Kathmandu, il famoso Boudhanath, uno dei piu’ grandi stupa del mondo, simbolo sacro per i buddisti e i tibetani. Emozionante incrociare dal vivo “lo sguardo” del Buddha, che non sente, non parla, non giudica, ma da quei suoi grandi occhi, tutto vede (cit.)

Un luogo carico di energia questo, dove monaci e pellegrini meditano e pregano. Impossibile non notare le caratteristiche “mani”, cilindri di legno o metallo di varie misure sistemati in verticale uno affianco all‘altro, con un perno centrale e con incise sopra le preghiere in basso rilievo (vedi foto sotto): il pellegrino li tocca facendoli ruotare e liberando cosi le preghiere nell’aria, in modo simbolico.

La sera abbiamo avuto il piacere e l’onore di essere ospiti (e qui l’ospitalita’ e’ veramente incredibile, dovremmo farne tesoro!) di Sailas e la sua famiglia: Sailas e’ un nepalese di 39 anni che da 20 vive e lavora in Italia, proprio in Cadore (la nostra terra natia) e in questo periodo e’ tornato a casa per una breve vacanza. Siamo stati accolti come dei re e la cena e’ stata favolosa: piatti tipici buonissimi e a tratti mooolto piccanti. Un grazie di cuore…

Ora siamo a Pokhara: partiti questa mattina presto, siamo giunti qui dopo un viaggio a dir poco avventuroso, su un percorso tra valli e campagne, attraversate da strade inguardabili, strette, antiche e piene di buche. Basti pensare che abbiamo impiegato circa 8 ore in autobus per percorrere 200 km!
Qui i sensi di marcia quasi non esistono, le precedenze sono improvvisate e sembra impossibile che non succeda un incidente ad ogni sorpasso: camion e corriere si sfiorano; la gente si sbraccia, tutti suonano i clacson, in continuazione; biciclette cariche all’inverosimile di qualsiasi cosa procedono lente zigzagando; bambini che giocano e si rincorrono finiscono spesso tra i mezzi in movimento. Insomma, su queste strade succede veramente  un po’ di tutto

…ma alla fine, incredibilmente, si arriva sempre a destinazione sani e salvi.

Domani inizia il trekking, siamo pronti e non vediamo l’ora di metterci in marcia. Vi aggiorneremo quando sara’ possibile. Un saluto a tutti.

Foto da Kathmandu

5 ottobre 2010

Kathmandu time

4 ottobre 2010

Pensate al caos piu’ intenso, colorato e rumoroso che riuscite a immaginare.
Pensate a un traffico folle, a un disordine totale, a un agglomerato di macchine, moto, riscio’, camion, uomini, bambini, cani, bandiere, cartelli e insegne luminose. Prendete tutto questo e moltiplicatelo all’infinito. Aggiungeteci poi del profumo d’incenso, odori di spezie mixati a smog e plastica bruciata. Infine metteteci tanta, tanta, tantissima umanita’ (non trovo altri termini per descrivere tutto cio’)… ecco, questa e’ Kathmandu!

Dopo un viaggio di circa 16 ore, di cui una decina in volo e un lungo scalo a Doha, nel Qatar (Emirati Arabi)…

siamo arrivati nella capitale nepalese.
Sbrigate le pratiche doganali (fondamentale mettersi subito in fila, altrimenti si rischia di rimanere in coda per ore), che consiste nella compilazione di un modulo (+ fototessera, da avere gia’ pronta) e nel pagamento del visto (32 euro per 16 giorni), siamo stati accolti con abbracci affettuosi e collane di fiori da Pemba, il titolare della Himalayan Sherpa Nepal LTD., la compagnia che abbiamo scelto per l’organizzazione del trekking.

Breve sosta in albergo (Kathmandu Guest House, caratteristico, molto bello e curato), doccia, dormitinia di un paio d’ore e via in giro per la citta’! Ora siamo appena rientrati, abbiamo fatto un po’ di acquisti per il trekking e stiamo per cenare (qui siamo avanti di 4 ore rispetto l’Italia, 3 ore e 50 minuti per la precisione).
Il jet lag e la stanchezza per il viaggio si fanno sentire, ma siamo contenti per la giornata incredibilmente intensa. Domani altro giorno qui e poi mercoledi ripartiremo alla volta di Pokhara, da dove iniziera’ la nostra lunga camminata.
Kathmandu ci ha letteralmente rapiti, viva Kathmandu!

(abbiate pazienza: aggiornare il blog da qui non e’ per nulla facile e ancora meno caricare foto… ma ci stiamo attrezzando, nei prossimi giorni arriva una carrellata di immagini super!)

Si parte!

2 ottobre 2010

E’ tutto pronto, valigie e zaini carichi, documenti e biglietti aerei apposto, amici e parenti salutati. Si parte. Finalmente si parte!
E così ci si lascia alle spalle un po’ tutto: le preoccupazioni della vita quotidiana, gli impegni, gli appuntamenti, tutto scorre via leggero. L’andare, diventa l’unica cosa giusta da fare e realmente importante.
C’è chi è più nervoso, chi più tranquillo, chi realizza di essere in viaggio solo quando è in volo, chi in viaggio lo è già da settimane, da quando sono iniziati i preparativi. Ognuno la vive a modo suo. Ma la partenza, soprattutto in viaggi un po’ particolari come questo, è sempre un momento carico di energia: segna l’inizio di una nuova avventura, di una nuova storia, di un qualcosa che in un modo o nell’altro, poco o tanto, cambierà per sempre le nostre vite. E così sia!

Fra qualche ora ci muoveremo verso Milano e passeremo la notte lì. Domattina abbiamo l’aereo da Malpensa alle 11:55 e arriviamo a Kathmandu lunedì mattina (dopo aver fatto scalo a Doha, nel Qatar). Aggiorneremo il blog da qualche internet point della capitale nepalese.
Seguiteci e se vi va lasciate un commento, ci farà piacere leggerli dall’altra parte del mondo.
Che l’Himalayan Experience 2010 abbia inizio…